Art. 323 cp - Abuso di ufficio

Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni. (1)

La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità.

(1) Le parole: "sei mesi a tre anni" sono state così sostituite dall'art. 1, L. 6 novembre 2012, n. 190.



Cassazione Penale 2007/40891 il demansionamento del dipendente è elemento oggettivo dell’abuso di ufficio

In materia di abuso d'ufficio, integra il requisito della violazione di legge il mutamento di destinazione di una dipendente comunale dallo svolgimento delle mansioni di coordinatrice economa a quelle di prevenzione ed accertamento delle violazioni in materia di sosta, deliberato dal Sindaco in violazione dell'art. 56 D.Lgs. n. 29 del 1993 sui dipendenti delle pubbliche amministrazioni e dell'art. 7 C.C.N.L. dei dipendenti degli enti locali recepito nel d.P.R. n. 593 del 1993. (Nella motivazione, la Corte ha precisato che tali norme, pur consentendo che un dipendente possa essere adibito a svolgere compiti di qualifica immediatamente inferiore, richiedono, tuttavia, l'occasionalità della destinazione e la possibilità che ciò avvenga con criteri di rotazione). Cassazione Penale Sez. VI Sent., 17/10/2007, n. 40891.

Cassazione Penale 2008/24663 l’ingiusto vantaggio deve essere conseguenza diretta dell’abuso

Non integra il delitto d'abuso d'ufficio la condotta posta in essere da un professore universitario a contratto che indebitamente favorisca il superamento di un esame universitario attraverso la preventiva rivelazione degli argomenti sui quali l'esaminando verrà interrogato, dovendosi escludere la sussistenza dell'evento dell'ingiusto vantaggio patrimoniale, rappresentato dalla determinazione di un effettivo e concreto incremento economico del patrimonio del beneficiato quale conseguenza diretta della condotta abusiva. (In motivazione, peraltro, la Corte ha precisato che diversa deve essere la valutazione in ordine al favoritismo per il superamento di un esame di concorso funzionale al conseguimento di un posto di lavoro o all'esercizio di una professione, ipotesi queste incidenti direttamente sulle prospettive di lavoro e sui connessi vantaggi economici). Cassazione Penale Sez. VI Sent., 05/02/2008, n. 24663.

Cassazione Penale 2008/25162 la violazione dell’art. 97 cost. integra elemento dell’abuso di ufficio

In tema di abuso d'ufficio, il requisito della violazione di norme di legge può essere integrato dall'inosservanza del principio costituzionale di imparzialità della P.A., per la parte in cui riguarda l'attività dei pubblici funzionari, poiché esprime il divieto di ingiustificate preferenze o di favoritismi. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto ravvisabile il delitto di abuso d'ufficio in un caso in cui il funzionario della Motorizzazione civile aveva provveduto sistematicamente al preferenziale disbrigo delle pratiche avviate da una specifica agenzia, a discapito delle altre agenzie di pratiche automobilistiche). Cassazione Penale Sez. VI Sent., 12/02/2008, n. 25162.

Cassazione Penale 2008/27936 continuare la visita privatamente dopo quella presso l’ospedale è abuso

Integra il delitto di abuso d'ufficio la condotta del medico specialista di una struttura sanitaria pubblica che, immediatamente dopo aver effettuato una visita ambulatoriale, inviti il paziente a recarsi nel suo laboratorio privato per un approfondimento diagnostico invece che indirizzarlo ad uno dei contigui presidi ospedalieri, perché tale condotta viola il dovere di astensione e realizza un ingiusto vantaggio patrimoniale in favore del medico che non cessa di esercitare l'attività di pubblico rilievo nella fase del cosiddetto dopo-visita. Cassazione Penale Sez. VI Sent., 24/04/2008, n. 27936.




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