Art. 41 cp - Concorso di cause

Il concorso di cause preesistenti o simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall'azione od omissione del colpevole, non esclude il rapporto di causalità fra l'azione od omissione e l'evento.

Le cause sopravvenute escludono il rapporto di causalità quando sono state da sole sufficienti a determinare l'evento. In tal caso, se l'azione od omissione precedentemente commessa costituisce per sé un reato, si applica la pena per questo stabilita.

Le disposizioni precedenti si applicano anche quando la causa preesistente o simultanea o sopravvenuta consiste nel fatto illecito altrui.

Il concorso di cause preesistenti o simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall'azione od omissione del colpevole, non esclude il rapporto di causalità fra l'azione od omissione e l'evento.

Le cause sopravvenute escludono il rapporto di causalità quando sono state da sole sufficienti a determinare l'evento. In tal caso, se l'azione od omissione precedentemente commessa costituisce per sé un reato, si applica la pena per questo stabilita.

Le disposizioni precedenti si applicano anche quando la causa preesistente o simultanea o sopravvenuta consiste nel fatto illecito altrui.



Cassazione Penale 40587/2009: il bambino che attraversa è imprevedibile e richiede particolare cautela

Il conducente di un veicolo, scorgendo un bambino in movimento o fermo al margine della strada, deve rallentare e, se occorre, fermarsi, per norma di comune prudenza che impone di prevenire le imprudenze altrui, probabili e ragionevolmente prevedibili, dovendo i bambini considerarsi come pedoni incerti e inesperti, portati per loro natura a movimenti inconsulti e improvvisi; pertanto, in caso di investimento, va affermata la responsabilità del conducente che non abbia moderato particolarmente la velocità del veicolo ed è da escludere che la condotta del bambino che si sposti incautamente sulla carreggiata possa concretare una concausa sopravvenuta fornita di un'efficienza causale esclusiva e configurare, quindi, l'ipotesi di cui all'art. 41, comma 2, c.p. (nella specie, il conducente aveva provocato la morte di un bambino investendolo mentre questi, alla guida della sua bicicletta, sfilava nel ristrettissimo spazio di carreggiata tra il lato destro dell'automezzo ed il marciapiede). Cassazione Penale, Sez. IV, sentenza n. 40587 del 23 settembre 2009.

Cassazione Penale: 4912/2009 la condotta colposa altrui prevedibile non interrompe il nesso di causalità

 

In tema di gare di velocità (nella specie: gara motociclistica), in presenza di una preesistente condotta colposa del soggetto garante della sicurezza della circolazione stradale sia nei confronti dei partecipanti alla gara che degli utenti della strada, non può ritenersi interruttiva del nesso di causalità una successiva condotta parimenti colposa posta in essere da altro soggetto, che risulti non eccezionale né imprevedibile. (Fattispecie nella quale, a fronte della colposa omissione dell'adozione, da parte degli organizzatori, delle cautele imposte dall'ordinanza prefettizia che aveva autorizzato la gara - richiedendo che il percorso di gara fosse segnalato dalla presenza di personale qualificato munito di bandierine di segnalazione - la Corte ha ritenuto che non costituisse causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l'evento, il comportamento colposo del conducente di un autobus che, nell'approssimarsi ad una intersezione con una strada compresa nel percorso di gara e non adeguatamente segnalata con la presenza di apposito personale, aveva omesso di fermarsi e dare la dovuta precedenza, così cagionando la morte di uno dei motociclisti concorrenti). (Rigetta, App. Bari, 02/02/2007). Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza n. 4912 del 24 novembre 2009.

Cassazione Penale 40587/2009: il bambino che attraversa è imprevedibile e richiede particolare cautela

Il conducente di un veicolo, scorgendo un bambino in movimento o fermo al margine della strada, deve rallentare e, se occorre, fermarsi, per norma di comune prudenza che impone di prevenire le imprudenze altrui, probabili e ragionevolmente prevedibili, dovendo i bambini considerarsi come pedoni incerti e inesperti, portati per loro natura a movimenti inconsulti e improvvisi; pertanto, in caso di investimento, va affermata la responsabilità del conducente che non abbia moderato particolarmente la velocità del veicolo ed è da escludere che la condotta del bambino che si sposti incautamente sulla carreggiata possa concretare una concausa sopravvenuta fornita di un'efficienza causale esclusiva e configurare, quindi, l'ipotesi di cui all'art. 41, comma 2, c.p. (nella specie, il conducente aveva provocato la morte di un bambino investendolo mentre questi, alla guida della sua bicicletta, sfilava nel ristrettissimo spazio di carreggiata tra il lato destro dell'automezzo ed il marciapiede). Cassazione Penale, Sez. IV, sentenza n. 40587 del 23 settembre 2009.

Cassazione Penale: 4912/2009 la condotta colposa altrui prevedibile non interrompe il nesso di causalità

In tema di gare di velocità (nella specie: gara motociclistica), in presenza di una preesistente condotta colposa del soggetto garante della sicurezza della circolazione stradale sia nei confronti dei partecipanti alla gara che degli utenti della strada, non può ritenersi interruttiva del nesso di causalità una successiva condotta parimenti colposa posta in essere da altro soggetto, che risulti non eccezionale né imprevedibile. (Fattispecie nella quale, a fronte della colposa omissione dell'adozione, da parte degli organizzatori, delle cautele imposte dall'ordinanza prefettizia che aveva autorizzato la gara - richiedendo che il percorso di gara fosse segnalato dalla presenza di personale qualificato munito di bandierine di segnalazione - la Corte ha ritenuto che non costituisse causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l'evento, il comportamento colposo del conducente di un autobus che, nell'approssimarsi ad una intersezione con una strada compresa nel percorso di gara e non adeguatamente segnalata con la presenza di apposito personale, aveva omesso di fermarsi e dare la dovuta precedenza, così cagionando la morte di uno dei motociclisti concorrenti). (Rigetta, App. Bari, 02/02/2007). Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza n. 4912 del 24 novembre 2009.



Leggi altri articoli in: Titolo III - Del reato (artt. 39-84)
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