Art. 483 cp - Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico

Cassazione penale 2496/2020 falsa attestazione di conformità di un insediamento produttivo

Non dà luogo alla configurabilità del reato di cui all'art. 483 c.p. (falso ideologico in atto pubblico commesso da privato), per difetto del necessario elemento soggettivo, l'attestazione, mediante sottoscrizione di un modulo prestampato, della generica conformità di un insediamento produttivo alla non meglio precisata «normativa in materia di approvvigionamento idrico e smaltimento rifiuti solidi e liquidi», non risultando indicata la specifica condizione (nella specie, il regolare allaccio alla pubblica fognatura) dalla cui mancanza derivi l'assenza di detta conformità. Cassazione penale, sentenza 22 gennaio 2020, n. 2496

Cassazione penale 44111/2019 falsa attestazione di essere convivente per parlare con un detenuto

Integra il delitto di cui all'art. 495 cod. pen. (falsa attestazione o dichiarazione ad un pubblico ufficiale sull'identità o su qualità personali proprie o di altri) la condotta del privato che attesti falsamente, al fine di essere ammesso a colloquio con un soggetto detenuto, di essere legato allo stesso da un rapporto di convivenza, vertendo tale dichiarazione sull'accertamento dei connotati della persona, integrativi o sostitutivi della identità o dello status del dichiarante, ovvero di situazioni di fatto cui l'ordinamento collega effetti giuridici, quali presupposti o condizioni di legittimazione nei rapporti intersoggettivi. Cassazione penale sentenza 29 ottobre 2019 n. 44111.

Corte d'Appello L'Aquila 22/02/2018 autocertificare il falso integra reato ex art. 483 codice penale

La condotta di colui che, in sede di autocertificazione, attesti falsamente il possesso dei requisiti necessari per partecipare ad una gara di appalto integra la fattispecie di reato prevista e punita dall'art. 483 codice penale. Corte d’Appello dell’Aquila, sentenza del 22 febbraio 2018.

Cassazione penale 5365/2018 falsità ideologica se c’è obbligo giuridico del privato di dichiarare la verità

Il delitto di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 cod. pen.) sussiste solo qualora l'atto pubblico, nel quale la dichiarazione del privato è trasfusa, sia destinato a provare la verità dei fatti attestati, e cioè quando una norma giuridica obblighi il privato a dichiarare il vero, ricollegando specifici effetti all'atto-documento nel quale la sua dichiarazione è inserita dal pubblico ufficiale ricevente. Cassazione penale n. 5365 del 14 marzo 2018.

Cassazione penale 5178/2017 false dichiarazioni in sede di rogito notarile 

Integra il reato di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico la condotta della parte di un contratto di compravendita immobiliare, che dichiari falsamente al notaio rogante la conformità dell'immobile alle caratteristiche previste dalla concessione ed ivi autorizzate. Cassazione penale Sez. V sentenza del 12/12/2017 n. 5178.

Cassazione penale 7857/2017 falsa attestazione nella dichiarazione sostitutiva di atto notorio 

Integra il delitto di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico (art. 483 cod. pen.) la condotta di colui che dichiara il falso in sede di dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa ai sensi dell'art. 47 d.P.R. n.445 del 2000. Cassazione penale Sez. V sentenza, 26/10/2017, n. 7857.

Cassazione penale 37944/2017 falsità ideologica mediante induzione in errore del pubblico ufficiale 

Integra il delitto di falso ideologico in atto pubblico, mediante induzione in errore del pubblico ufficiale - e non l'illecito amministrativo di cui all'art. 94-bis del codice della strada - la condotta di colui che dichiari all'operatore degli uffici del Pubblico Registro Automobilistico di essere proprietario, sì da ottenerne la immatricolazione, di alcune autovetture, in realtà nella effettiva disponibilità di altri, essendone egli solo l'intestatario fittizio per effetto di operazioni di compravendita simulata. Cassazione penale Sez. V, 31/05/2017 n. 37944.

Cassazione penale15228/2017 falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità

Commettono il delitto di falsità ideologica in certificati (previsto dall'art. 481 cod. pen.), e non quello più grave di falsità ideologica in atto pubblico (previsto dall'art. 483 cod. pen.), il professionista che redige planimetrie finalizzate alla domanda per il rilascio del permesso di costruire non corrispondenti alla realtà, ed il committente che le allega alla domanda stessa, giacché dette planimetrie non sono destinate a provare la verità di quanto rappresentatovi, ma svolgono la funzione di dare alla P.A. - la quale resta pur sempre titolare del potere di procedere ad accertamenti autonomi - un'esatta informazione sullo stato dei luoghi. Cassazione penale sentenza del 31/01/2017 n. 15228.

Cassazione penale17774/2016 falsa attestazione del privato sullo status di disoccupato 

Integra il delitto di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 cod. pen.) la falsa attestazione sostitutiva di certificazione relativa allo status di disoccupato di alcuni componenti il proprio nucleo familiare - resa ai sensi dell'art. 46 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (d.P.R. n. 445 del 2000) - al fine di incidere sulla formazione della graduatoria per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, trattandosi di dichiarazione preordinata a provare la verità dei fatti oggetto di rappresentazione al pubblico ufficiale. Cassazione penale Sez. V sentenza del 22/11/2016 n. 17774.

Cassazione penale17381/2016 falsa denuncia di smarrimento della patente di guida 

Integra il reato di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico la falsa denuncia di smarrimento della patente di guida, recante l'attestazione di ricezione da parte dell'organo di polizia, perché l'attestazione stessa è dichiarativa di attività svolta dal pubblico ufficiale ed ha una indubbia efficacia probatoria, in quanto presupposto necessario per attivare il procedimento amministrativo di rilascio del duplicato della patente. Cassazione penale Sez. VI sentenza del 08/03/2016, n. 17381.

Cassazione penale7105/2015 falsità in atti dichiarabile con sentenza ex art. 129 cpp

La falsità di un atto può essere dichiarata, ex art. 537 cod. proc. pen., anche con sentenza di estinzione del reato per intervenuta prescrizione emessa ai sensi dell'art. 129 cod. proc. pen.. Cassazione penale Sez. V, del 14/12/2015 n. 7105.

Cassazione penale 17206/2015 falsità ideologica commessa nella dichiarazione di successione 

Integra il delitto di cui all'art. 483 cod. pen. la dichiarazione di successione non veritiera formata dal privato e presentata al pubblico ufficiale, tenuto, sulla base di essa, a determinare e certificare l'ammontare della relativa imposta successoria, sussistendo tale reato qualora l'atto pubblico, nel quale la dichiarazione è stata trasfusa, sia destinato a provare la verità dei fatti ivi attestati. Cassazione penale Sez. V sentenza dell’11/11/2015, n. 17206.

Cassazione penale 12710/2014 falsa dichiarazione di possedere i requisiti per l'apertura di un negozio

Integra il delitto di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico la condotta di colui che attesti falsamente il possesso dei requisiti morali e professionali - in sede di dichiarazione sostitutiva di certificazione, preordinata ad ottenere l'iscrizione nel pubblico registro degli esercenti commerciali - considerato che detta iscrizione, nel quale la trascrizione dell'autocertificazione del privato si è trasfusa è atto pubblico, destinato a provare la verità del fatto attestato. Qualora, tuttavia, detta dichiarazione sia contenuta in un modulo prestampato di non immediata comprensione, non può ritenersi esistente l'elemento soggettivo sulla base di un dovere di accertamento del privato determinato dall'assenza di chiarezza del modulo, in quanto, in tal caso, la responsabilità per il delitto di cui all'art. 483 cod. pen., viene fondata non già in ragione della coscienza e volontà di agire contro il dovere giuridico di dichiarare il vero, ma sulla base di una colposa omissione di indagine, insuscettibile di integrare il delitto di cui all'art. 483 cod. pen. punibile a titolo di dolo. Cassazione penale Sez. V, sentenza del 27/11/2014, n. 12710.

Cassazione penale 2321/2014 falsa dichiarazione di possedere regolare certificato di assicurazione RCA

Il delitto di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico (art. 483 cod. pen.) è ravvisabile quando l'atto pubblico, nel quale sia trasfusa la dichiarazione del privato, sia destinato a provare la verità dei fatti attestati; non è pertanto ravvisabile nella condotta di colui che - fermato dalla Polizia alla guida della propria auto - dichiari falsamente di essere regolarmente assicurato, posto che il verbale della polizia contenente le dichiarazioni del privato non è destinato ad attestare la verità dei fatti dichiarati; d'altra parte, il privato in virtù del generale principio "nemo tenetur se detegere" non ha l'obbligo giuridico di accusarsi di una violazione di legge. Cassazione penale Sez. V, sentenza del 31/10/2014, n. 2321.

Cassazione penale 1205/2014 deposito al registro delle imprese di bilanci societari non approvati

Non integra il delitto di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 cod. pen.), la condotta di colui che depositi presso l'ufficio del registro delle imprese, tenuto dai funzionari della Camera di commercio, bilanci di esercizio di una società non formalmente approvati, in quanto non sussiste alcuna norma che conferisca attitudine probatoria all'attività dei suddetti funzionari in ordine al contenuto degli atti di cui ricevono il deposito. Cassazione penale sentenza del 06/10/2014, n. 1205.

Cassazione penale 47601/2014 criteri di individuazione del cosiddetto “falso innocuo”

Sussiste il "falso innocuo" quando l'infedele attestazione (nel falso ideologico) o la compiuta alterazione (nel falso materiale) sono del tutto irrilevanti ai fini del significato dell'atto e del suo valore probatorio e, pertanto, non esplicano effetti sulla sua funzione documentale, con la conseguenza che l'innocuità deve essere valutata non con riferimento all'uso che dell'atto falso venga fatto, ma avendo riguardo all'idoneità dello stesso ad ingannare comunque la fede pubblica. Cassazione penale Sez. V sentenza del 26/05/2014, n. 47601.

Cassazione penale 3542/2013 falsa dichiarazione all'ufficio anagrafe per il rinnovo di carta d’identità 

Integra il reato di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico, la condotta di colui che attesta falsamente in una dichiarazione sostitutiva, presentata in occasione della richiesta di rinnovo di una carta d'identità di cui sia stata denunciato lo smarrimento, la veridicità delle generalità asserite dalla persona interessata al rilascio del documento. Cassazione penale Sez. V, sentenza del 15/10/2013 n. 3542.

Tribunale Napoli 20/06/2011 integra reato mentire sui requisiti di accesso ai concorsi

La condotta dell’insegnante che nell’istanza di ammissione al corso di abilitazione all’insegnamento scolastico falsamente attesti di essere in possesso di un requisito indefettibile di ammissione, nella specie la docenza presso un istituto scolastico, integra il reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico ai sensi dell’art. 483 del codice penale.



Oggetto giuridico del reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico

Il privato ha il dovere di attestare la verità dei fatti rilevanti da un punto di vista giuridico e destinati ad essere contenuti in un atto pubblico a scopo probatorio. Conseguentemente, il bene giuridico tutelato dalla norma si rinviene nella esigenza di tutela della verità del fatto affermato dal dichiarante o pubblica fede documentale. L’art. 483 cp non configura una ipotesi di falso documentale, quanto piuttosto di falso testimoniale extragiudiziale (Fede pubblica e prova nel sistema del falso documentale, Spasari).

Soggetto attivo del reato ex art. 483 cp

Chiunque può compiere il reato de qua e dunque trattasi di un reato comune. Tuttavia, colui che riceve la falsa attestazione deve necessariamente essere un pubblico ufficiale (Falsità in atti, Nappi). Il reato può compiersi solo in presenza di una condizione, ovvero l’esistenza di un obbligo giuridico per il soggetto privato, di dichiarare la verità in base ad una norma giuridica ricolleghi determinate conseguenze alla dichiarazione.

Condotta del privato ed elemento soggettivo

L’obbligo di dichiarare la verità dei fatti non è ricollegabile ad una precisa disposizione di carattere civilistico né ad altra norma penale se non all’art. 483 cp. Pertanto la condotta penalmente rilevante del privato si concreta ogni qualvolta l’obbligo si riferisce a fatti essenziali che formano oggetto del contenuto del documento e che hanno una funzione probatoria. Se la falsità riguarda circostanze irrilevanti da un punto di vista probatorio, non si avrà alcuna condotta penalmente rilevante (L’obbligo giuridico di attestare il vero e l’art. 483 cp, Pisapia). Anche la giurisprudenza è concorde nel ritenere che l’obbligo giuridico di veridicità ricorre per il privato in presenza di una norma giuridica ricolleghi specifici effetti a determinati fatti, allorché essi vengano attestati dal privato ad un pubblico ufficiale che ne documenta l’attestazione (Cassazione Penale, sentenza n. 348 del 20.1.1998). Il delitto non ricorre qualora la dichiarazione non venga rilasciata ad un pubblico ufficiale bensì ad un impiegato incaricato di pubblico servizio.

La falsità ideologica ha ad oggetto le attestazioni del privato che il pubblico ufficiale ha il dovere di documentare e viene pertanto ritenuto che gli atti a tal fine rilevanti siano definibili formalmente pubblici e sostanzialmente privati grazie all’intervento del pubblico ufficiale (I delitti di falso, Catelani).

Affinché ricorra la fattispecie delittuosa dell’art. 483 cp, è sufficiente il dolo generico, inteso come coscienza e volontà di attestare falsamente e consapevolmente fatti dei quali l’atto è destinato a provare la veridicità mediante dichiarazione resa al pubblico ufficiale.

Ricorrenza del tentativo nella falsità ideologica

La falsità ideologica dell’atto è un reato di pericolo e, non essendo necessaria la realizzazione del danno, si consuma nel momento in cui viene rilasciata la falsa attestazione al pubblico ufficiale (Trattato di diritto penale italiano, Manzini), mediante presentazione di un atto definitivamente formato. Il tentativo viene comunemente escluso poiché è sufficiente l’attestazione del privato per consumare il reato e oltretutto viene eseguita nello stesso momento in cui il pubblico ufficiale riceve la dichiarazione, con la conseguenza che mancherebbe spazio per il tentativo del reato.

Circostanze aggravanti

L’aggravamento di pena si verifica quando, come previsto dall’ultimo comma, la falsa attestazione riguarda atti dello stato civile. Oltre a tale circostanza specifica, il reato può essere aggravato dalle circostanze ex art. 61, n. 9, ovvero dall’abuso di potere o con violazione dei poteri inerenti la pubblica funzione (I delitti di falso, Catelani).

Rapporti con altre forme di reato

A differenza di quello previsto dall’art. 483 cp il reato di cui all’art. 372 cp, la falsa testimonianza, configura una offesa incentrata sul momento di utilizzazione processuale della prova che ricade su un soggetto passivo specifico, il giudice. Mentre al privato compete la responsabilità della veridicità del contenuto della dichiarazione presentata, il pubblico ufficiale risponde della conformità del contenuto dell’atto alla dichiarazione ricevuta ai sensi dell’art. 479 cp.

Cronaca

Dichiara il falso per ottenere la cittadinanza, marocchino condannato

Vivere in Italia da oltre dieci anni non è sufficiente per gli stranieri che vogliono ottenere la cittadinanza italiana, perché devono dimostrare di avere la fedina penale pulita. Un marocchino residente in provincia di Belluno non ci ha pensato due volte a dichiarare il falso per raggiungere lo scopo e quando si è trattato di compilare la domanda di cittadinanza ha affermato di essere incensurato. Peccato che l’Ufficio della Questura che si occupa dei controlli abbia accertato due precedenti condanne e a nulla è valso difendersi sostenendo che l’omissione fosse stata compiuta in buona fede. Il Giudice ha deciso di applicare le attenuanti generiche alla condanna a due mesi.

Archiviazione per l’assessore che dimenticò il debito con il Comune

Un assessore del Comune di Livorno ha firmato un’autodichiarazione sostenendo di non avere alcun debito nei confronti dell’ente, dimenticando una rata di un tributo locale non pagata, dell’ammontare di 255 euro. Alla tesoreria del Comune questa dimenticanza non è passata inosservata e nei confronti dell’assessore è subito scattata la denuncia per falso ideologico del privato in atto pubblico. Alla denuncia non è stato dato seguito poiché il Pubblico Ministero ha chiesto l’archiviazione della notizia di reato.

Presunto mafioso scampa all’accusa di falso ideologico in atto pubblico

In attesa che giunga a conclusione il processo per associazione mafiosa e altri reati, che potrebbero costargli una condanna a 14 anni di carcere, un presunto mafioso siciliano è stato assolto dall’accusa di falso ideologico in atto pubblico. Secondo l’accusa, aveva dichiarato falsamente di non avere riportato condanne penali nella richiesta di duplicato della patente nautica. Peccato che avesse subito una condanna per favoreggiamento alla mafia. La difesa ha invocato con successo l’insussistenza del fatto perché non si trattava della richiesta di una nuova patente ma di un duplicato.

Parroco condannato per aver falsificato i documenti per ricostruire l’oratorio

Una condanna a otto mesi con i benefici della sospensione e della non menzione per un parroco della provincia di Alessandria, reo di falso ideologico del privato in atto pubblico. Si conclude a gennaio 2018 la vicenda del parroco che era stato tratto a giudizio per aver utilizzato indebitamente i fondi della Confraternita per rifare il tetto dell’oratorio. Il capo d’accusa era stato mutato dopo che al Parroco era stato contestato di aver apposto firme false del priore e di aver cambiato a suo piacimento lo statuto della associazione. Nonostante il Pubblico Ministero avesse chiesto l’assoluzione del parroco e la difesa avesse evidenziato che le Confraternite non sono enti di natura pubblica bensì privata, il Giudice ha ritenuto ugualmente la consumazione del reato.

Due coniugi denunciati per aver celebrato un matrimonio “falso”

È del maggio 2018 la notizia che due soggetti residenti nell’astigiano sono stati denunciati per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico. Secondo la Procura che indaga sul caso, i due avrebbero celebrato un matrimonio unicamente allo scopo di favorire la permanenza nel territorio italiano di un immigrato clandestino.


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