Art. 291 cpc - Contumacia del convenuto

Se il convenuto non si costituisce e il giudice istruttore rileva un vizio che importi nullità nella notificazione della citazione, fissa all'attore un termine perentorio per rinnovarla.

La rinnovazione impedisce ogni decadenza.

Se il convenuto non si costituisce neppure all'udienza fissata a norma del comma precedente, il giudice provvede a norma dell'articolo 171 ultimo comma. Se l'ordine di rinnovazione della citazione di cui al primo comma non è eseguito, il giudice ordina la cancellazione della causa dal ruolo e il processo si estingue a norma dell'articolo 307 comma terzo. 

(1) Cfr. L. 18 giugno 2009, n. 69. Ai sensi dell’art. 46, co. 24: Il primo comma dell’articolo 291 del codice di procedura civile si applica anche nei giudizi davanti ai giudici amministrativi e contabili.



Cassazione 695/2022

La riassunzione del giudizio davanti al giudice del rinvio, con notificazione eseguita presso il domiciliatario o al difensore costituito nelle fasi di merito, anziché alla parte personalmente, è nulla ma non inesistente, stante la possibilità di ricollegare tali soggetti a precedenti designazioni della stessa parte. Pertanto, in applicazione dell'art. 291 c.p.c., il giudice del rinvio non potrà dichiarare, in tale ipotesi, l'estinzione del processo, ma dovrà ordinare la rinnovazione della notificazione, salvo che la parte intimata si sia costituita, così sanando la nullità. Qualora, nonostante l'invalidità, il giudizio sia proseguito, davanti alla Corte di Cassazione a cui la relativa questione venga dedotta, dovrà essere dichiarata la nullità e cassata la sentenza impugnata con rinvio, anche se nelle more delle precorse fasi processuali sia decorso il termine perentorio ex art. 393 c.p.c., potendo la nullità essere sanata con effetto retroattivo dalla riassunzione della causa dinanzi al giudice del rinvio, ritualmente eseguita dall'una o dall'altra parte, con le forme prescritte dall'art. 392, comma 2, c.p.c..


Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 28298 del 15 ottobre 2021

Quando il giudice abbia pronunziato l'ordine di integrazione del contraddittorio in causa inscindibile e la parte onerata non vi abbia provveduto ovvero vi abbia ottemperato parzialmente, evocando in giudizio soltanto alcuni dei litisconsorti pretermessi, non può essere assegnato un nuovo termine per il completamento dell'integrazione, che equivarrebbe alla concessione di una proroga del termine perentorio precedentemente fissato, vietata espressamente dall'art. 153 c.p.c., salvo che l'istanza di assegnazione di un nuovo termine, tempestivamente presentata prima della scadenza di quello già concesso, si fondi sull'esistenza, idoneamente comprovata, di un fatto non imputabile alla parte onerata o, comunque, risulti che la stessa ignori incolpevolmente la residenza dei soggetti nei cui confronti il contraddittorio avrebbe dovuto essere integrato. (Dichiara inammissibile, CORTE D'APPELLO MILANO, 30/10/2015).


Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 1315 del 27/04/1968

Nel caso di nullita di notificazione del ricorso per Cassazione, questo deve essere dichiarato inammissibile, se, ordinatasi la rinnovazione della notificazione - ai sensi dell'art 291 cpc -, la parte non abbia osservato il termine all'uopo concessole.


Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 92 del 16/01/1965 

E nulla la notificazione del ricorso per Cassazione effettuata alla parte nel suo domicilio reale, non in mani proprie, e non nel domicilio eletto per il giudizio, a norma dell'art. 330 cpc. Non trovando applicazione al ricorso per Cassazione l'art. 291 cpc, il ricorso stesso pertanto deve essere dichiarato inammissibile, se non si verifichi, con la Costituzione della parte intimata, la sanatoria, di cui all'art. 156 cpc. ( Cfr. 662/63, 2983/62).


Cass. Civ., SS.UU., sentenza 29 ottobre 2007, n. 22642


Cass. Civ., sez. tributaria, sentenza 2 luglio 2009, n. 17567


e Cass. Civ., SS.UU., sentenza 16 dicembre 2009, n. 26279


 




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