Art. 700 cpc - Condizioni per la concessione

Fuori dei casi regolati nelle precedenti sezioni di questo capo, chi ha fondato motivo di temere che durante il tempo occorrente per far valere il suo diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile, può chiedere con ricorso al giudice i provvedimenti d'urgenza, che appaiono, secondo le circostanze, più idonei ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito.



Art. 700 c.p.c. – Natura di misura cautelare atipica
Il provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. è una misura cautelare atipica, modellata dal giudice caso per caso per prevenire un pregiudizio grave e irreparabile, sulla base di fumus boni iuris e periculum in mora.
Rif.: Commentario “Art. 700 c.p.c. – Condizioni per la concessione”, con richiami a T. Torino, ord. 7.5.2007; A. Catania, 27.1.2007.

Art. 700 c.p.c. – Residualità rispetto ai rimedi tipici

Il ricorso ex art. 700 c.p.c. è utilizzabile in via residuale, quando manchi un rimedio cautelare tipico idoneo o questo non sia concretamente adeguato a fronteggiare il periculum in mora.
Rif.: T. Milano, 29.1.2003; T. Chieti, 18.3.2024; commentario art. 700 c.p.c.

Art. 700 c.p.c. – Divieto di elusione dei procedimenti speciali
Non è ammesso l’uso dell’art. 700 c.p.c. per eludere la disciplina di procedimenti speciali (sfratto, azioni possessorie, sequestro) quando questi siano applicabili e idonei a soddisfare l’esigenza cautelare.
Rif.: Commentario art. 700 (casi di detenzione di immobili in forza di titolo locativo, con rimedio di licenza e sfratto); T. Chieti, 18.3.2024.

Art. 700 c.p.c. – Fumus boni iuris
Il fumus boni iuris richiesto dall’art. 700 c.p.c. consiste in una verosimile apparenza di fondatezza del diritto azionato, accertata in termini prognostici e sommari, senza anticipare integralmente il giudizio di merito.
Rif.: T. Milano, 14.8.1995; commentario art. 700 c.p.c.

Art. 700 c.p.c. – Periculum in mora
Il periculum in mora è integrato dal rischio concreto e attuale di un danno grave e difficilmente riparabile che renderebbe inutile o svuotata di contenuto la futura decisione di merito.
Rif.: T. Catania, 19.1.2004; P. Milano, 30.3.1983; P. Roma, 3.7.1981; commentario art. 700.

Art. 700 c.p.c. – Contenuto anticipatorio del provvedimento
Il provvedimento ex art. 700 c.p.c. può avere contenuto anticipatorio degli effetti pratici della decisione di merito, fermo restando il carattere provvisorio e la mancanza di cosa giudicata.
Rif.: Cass. civ., Sez. I, 23.10.2019, n. 24939; Trib. Bari, Sez. lav., 2.9.2024; Trib. Locri, ord. 19.1.2023.

Art. 700 c.p.c. – Azioni costitutive e limiti di ammissibilità
L’azione cautelare ex art. 700 c.p.c. collegata a un’azione costitutiva è ammissibile solo se mira ad anticipare la soddisfazione degli obblighi conseguenziali alla futura pronuncia, non a sostituire la sentenza costitutiva.
Rif.: Cass. civ., Sez. I, 23.10.2019, n. 24939; Trib. Bari, Sez. lav., 2.9.2024.

Art. 700 c.p.c. – Inammissibilità per costituzione di rapporti
È inammissibile il ricorso ex art. 700 c.p.c. volto a costituire ex novo un rapporto giuridico (ad es. rapporto di lavoro), poiché ciò anticiperebbe un effetto riservato alla sentenza costitutiva di merito.
Rif.: Cass. civ., Sez. I, 23.10.2019, n. 24939; Trib. Locri, ord. 19.1.2023.

Art. 700 c.p.c. – Contratti e tutela cautelare degli obblighi conseguenziali
In presenza di contratti, è ammissibile il 700 c.p.c. per ottenere in via urgente l’adempimento o la sospensione di obblighi conseguenziali, quando la loro mancata immediata esecuzione comporti grave pregiudizio.
Rif.: Trib. Genova, ord. 27.4.2007; Trib. Civitavecchia, ord. 5.9.2008; commentario art. 700.

Art. 700 c.p.c. – Preliminare di compravendita e rilascio dell’immobile
In materia di preliminare di compravendita con consegna anticipata dell’immobile, il ricorso ex art. 700 c.p.c. è ammissibile per ottenere il rilascio urgente del bene, ove il protrarsi della detenzione del promissario comporti un periculum qualificato.
Rif.: T. Milano, 14.8.1995; P. Milano, 30.3.1983; P. Roma, 3.7.1981 (rilascio/consegna di beni infungibili).

Art. 700 c.p.c. – Detenzione qualificata e pericolo nel mantenimento dello status quo
Quando il resistente detiene l’immobile in forza di preliminare o comodato collegato, il mantenimento dello status quo può integrare il periculum in mora, legittimando un provvedimento d’urgenza che incida temporaneamente sulla detenzione.
Rif.: T. Milano, 29.1.2003; T. Catania, 19.1.2004.

Art. 700 c.p.c. – Rapporto con azioni possessorie
Il provvedimento ex art. 700 c.p.c. non può sostituire le azioni possessorie tipiche, ma può essere utilizzato per tutelare situazioni non riconducibili alla mera tutela del possesso, specie se radicate in rapporti contrattuali complessi.
Rif.: Commentario art. 700 (esclusione per azioni possessorie e procedimenti sommari necessari).

Art. 700 c.p.c. – Rapporto con lo sfratto per finita locazione
In presenza di un rapporto locatizio tipico, il rilascio dell’immobile va di regola perseguito con la procedura di sfratto, potendo l’art. 700 c.p.c. essere utilizzato solo in situazioni eccezionali in cui lo sfratto non offra tutela effettiva.
Rif.: Commentario art. 700 (casi di titolo locativo e rimedio di licenza/sfratto).

Art. 700 c.p.c. – Pregiudizialità e sospensione del giudizio
Quando il procedimento ex art. 700 c.p.c. è legato da pregiudizialità a un giudizio di merito su cui si fonda il diritto cautelato, il giudice può disporre la sospensione del giudizio dipendente ex art. 295 c.p.c. se non è praticabile la riunione.
Rif.: Cass. civ., Sez. I, ord. 6.6.2026, n. 18270; Cass. civ., Sez. V, 12.11.2025, n. 29900.

Art. 700 c.p.c. – Strumentalità attenuata della tutela cautelare
Il provvedimento ex art. 700 c.p.c. è caratterizzato da strumentalità attenuata: può conservare efficacia anche in assenza di instaurazione del giudizio di merito, pur rimanendo privo di autorità di cosa giudicata.
Rif.: Cass. civ., Sez. I, 23.10.2019, n. 24939; Trib. Locri, ord. 19.1.2023; Trib. Bari, Sez. lav., 2.9.2024.

Art. 700 c.p.c. – Proporzionalità e adeguatezza del provvedimento
Il contenuto del provvedimento d’urgenza deve essere proporzionato e adeguato alle esigenze cautelari dedotte, senza eccedere gli effetti strettamente necessari a neutralizzare il periculum in mora.
Rif.: T. Milano, 14.8.1995; commentario art. 700 (criterio del risultato).

Art. 700 c.p.c. – Contraddittorio e urgenza
Nel procedimento ex art. 700 c.p.c. il contraddittorio va assicurato con forme compatibili con l’urgenza; l’adozione inaudita altera parte è ammessa solo nei casi di eccezionale gravità, con successiva rapida instaurazione del contraddittorio pieno.
Rif.: Commentario art. 700; T. Torino, ord. 4.4.2007 e 7.5.2007.

Art. 700 c.p.c. – Onere di allegazione e prova sommaria
Il ricorrente ex art. 700 c.p.c. ha l’onere di allegare e dimostrare in via sommaria sia il fumus sia il periculum, non essendo sufficiente la mera prospettazione di un diritto astratto privo di riscontro concreto nei fatti.
Rif.: T. Bari, 7.5.1992; T. Napoli, ord. 3.10.2006; T. Modena, 30.11.2006 e 10.1.2007; commentario art. 700.

Art. 700 c.p.c. – Cumulabilità con altri rimedi cautelari
Il provvedimento d’urgenza può cumularsi con altri rimedi cautelari, purché non si sovrapponga in modo elusivo a misure tipiche già strutturate per la medesima fattispecie e il cumulo sia giustificato da esigenze differenziate di tutela.
Rif.: Commentario art. 700 (norma di chiusura e funzione integratrice); T. Milano, 29.1.2003; A. Milano, ord. 16.5.2006.

Art. 700 c.p.c. – Ruolo nella tutela dei diritti della persona
L’art. 700 c.p.c. trova frequente applicazione nella tutela urgente dei diritti della persona (salute, reputazione, privacy), consentendo misure flessibili e adattate al caso concreto, purché rigorosamente ancorate a fumus e periculum e non sovrapposte a rimedi tipici settoriali.
Rif.: Commentario art. 700; T. Verona, 22.10.2012 (centrali rischi e privacy).

 



1. Cosa significa che il 700 può “cumulare” con altri rimedi cautelari

La giurisprudenza e la dottrina sulla funzione integratrice dell’art. 700 c.p.c. chiariscono che il provvedimento d’urgenza non è vietato solo perché esiste un altro rimedio cautelare tipico astrattamente applicabile: va escluso solo quando l’istante cerca, con il 700, di ottenere esattamente gli stessi effetti che l’ordinamento ha già strutturato con una misura tipica (es. sequestro giudiziario, sfratto, azioni possessorie).

Un medesimo diritto, però, può trovarsi esposto a pericula in mora diversi:

  • il sequestro giudiziario “conserva” il bene per evitare infruttuosità del giudizio;
  • il 700 può essere necessario per impedire un danno ulteriore e diverso (es. perdita di un’opportunità negoziale, di un beneficio fiscale, di clientela, aggravamento di una lesione alla reputazione) che non viene fronteggiato dal solo sequestro.

Per questo, la giurisprudenza di merito (ad es. Trib. Milano 29.1.2003) ammette il cumulo: se la misura tipica non copre tutti i rischi, il giudice può aggiungere il 700 per colmare la “lacuna”, purché:

  • non si usi il 700 per riprodurre pedissequamente l’effetto del rimedio tipico (elusione);
  • il provvedimento d’urgenza sia modellato per proteggere un diverso profilo di pregiudizio rispetto a quello coperto dalla misura tipica.

Il criterio operativo è il “criterio del risultato”: il giudice valuta quali effetti si vogliono provvisoriamente produrre sul rapporto litigioso; se coincidono con quelli di una misura tipica già prevista e adeguata, il 700 va escluso; se sono diversi, aggiuntivi o ulteriori, il 700 può cumularsi come tutela integrativa.

2. Esempi di danno grave e difficilmente riparabile (periculum in mora)

La giurisprudenza di merito offre diversi esempi concreti di periculum in mora:

  • Perdita di benefici fiscali su lavori edilizi (superbonus): una decisione in materia condominiale ha ritenuto sussistente il periculum quando la mancata esecuzione tempestiva dei lavori avrebbe comportato la perdita del superbonus e l’aggravamento delle condizioni dell’immobile (parti comuni deteriorate). In questo caso, il danno è considerato “grave e difficilmente riparabile” perché le eventuali somme risarcitorie non compensano la perdita del beneficio fiscale e la compromissione dell’integrità del bene.
  • Sviamento di clientela e compromissione di competitività: la stessa pronuncia richiama casi di concorrenza sleale in cui il periculum è ravvisato nel perdurante sviamento di clientela, nella compromissione della competitività dell’impresa, nella perdita di occasioni contrattuali, e nell’abusiva escussione di garanzie bancarie; si tratta di danni patrimoniali che, pur teoricamente risarcibili, sono in concreto difficilmente quantificabili e non integralmente reintegrabili per equivalente.
  • Danni all’immagine e ai diritti della personalità: Tribunale Torino, sez. imprese, ord. 8.6.2023, ha affermato che il periculum è integrato dal pericolo di inflazione/volgarizzazione dell’immagine di un artista e di difficilmente quantificabile pregiudizio alla reputazione, in una fattispecie di illecito sfruttamento del nome e dell’immagine; negli illeciti continuativi, l’imminenza è data dal rischio di aggravamento progressivo della lesione e il danno è difficilmente reintegrabile con una mera condanna risarcitoria.
  • Tutela di diritti patrimoniali con squilibrio tra danno e risarcimento: Tribunale Firenze, Sez. III, 12.3.2025, n. 13324, sintetizza il criterio: il presupposto dell’irreparabilità si delinea quando le future statuizioni risarcitorie e recuperatorie appaiono insoddisfacenti rispetto al rischio da tardività, e quando anche le misure tipiche (es. sequestro) risultano insufficienti perché immunizzano solo il rischio di infruttuosità pratica del giudizio, ma non quello di perdita di opportunità o aggravamento del danno.

Tutte queste pronunce convergono sul punto che il danno grave e difficilmente riparabile non è solo quello non risarcibile in astratto, ma quello che, per come si manifesta nel tempo, non può essere realmente compensato da una sentenza futura (perdita di benefici fiscali, di posizioni di mercato, di immagine, di opportunità contrattuali), e che può richiedere proprio la combinazione di misure tipiche (es. sequestro, sfratto) e provvedimenti ex art. 700 per una tutela effettiva.


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