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Rimborso per la Cancellazione del Viaggio per il Corona Virus

Si programma un bel viaggio per piacere o per lavoro, magari tramite agenzia turistica per stare maggiormente sereni, e poi l’amara scoperta.

Il viaggio viene annullato dal prestatore di servizi a causa dell’emergenza Covid – 19, e dunque vogliamo sapere se il viaggiatore abbia diritto ad ottenere il rimborso del viaggio ovvero il suo spostamento e se spetti al viaggiatore la scelta fra le due opzioni a disposizione.

A tal fine, pare opportuno inquadrare la questione entro la cornice normativa di riferimento.

Emergenza Sanitaria Corona Virus

Occorre, anzitutto, accennare all’emergenza Covid – 19, per effetto della quale sono stati bloccati quasi tutti i voli provenienti e diretti in Italia.

Trattasi di un ceppo di Corona virus particolarmente insidioso e contagioso, che attacca  bronchi e polmoni conducendo, nei casi più gravi, ad un’insufficienza respiratoria e quindi al decesso.

Il Coronavirus è ormai diffuso in moltissimi stati del mondo, tanto che l’OMS ha dichiarato la “pandemia globale”.

Chiaramente, al fine di ridurre al minimo le occasioni di contagio e considerato che in Italia il virus ha avuto una diffusione amplissima fin dall’inizio, molte compagnie aeree hanno ritenuto di cancellare i voli.

Ebbene, i viaggiatori che avevano prenotato i viaggi, con o senza il tramite di un’agenzia, si sono dimostrati improvvisamente confusi e senza rimborso.

Diritto al Rimborso

Con il decreto legge n. 6 del 23 febbraio 2020, è stato previsto il diritto di rimborso per coloro che si trovino nell’impossibilità totale di fruire di un servizio di trasporto, ovvero di un pacchetto turistico, per circostanze derivanti dall’emergenza epidemiologica Coronavirus.

I casi presi in considerazione dalla norma riguardano, in buona sostanza, soggetti nei confronti dei quali è stata disposta la quarantena, la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ecc.

Quanto previsto al comma 1 dell’articolo in analisi, tuttavia, si applica anche ai soggetti intestatari di titoli di viaggio con destinazione uno o più Stati esteri dove le Autorità competenti abbiano vietato lo sbarco, l’approdo o l’arrivo, sempre in ragione dell’emergenza epidemiologica in corso.

In tali casi viene prevista la risoluzione del contratto tra il prestatore e il fruitore del servizio a norma dell’art. 1463 del Codice Civile, che regolamenta l’impossibilità totale, prevedendo che il vettore che avrebbe dovuto effettuare il trasporto non possa richiedere al soggetto che ha acquistato il titolo di viaggio il pagamento totale o parziale della prestazione e debba restituire quanto abbia eventualmente già ricevuto.

Termini del Rimborso

Il termine entro cui il vettore dovrà rimborsare il soggetto richiedente è di 15 giorni, specificando anche che il rimborso può avvenire tramite voucher, di importo pari a quanto dovuto, da utilizzare entro un anno per l’acquisto di un nuovo servizio.

Al comma 4 si specifica altresì che la previsione vale anche nel caso in cui il servizio di trasporto sia stato acquistato per il tramite di un intermediario agenzia di viaggi.

In questo caso, infatti, trovano parziale applicazione le norme dettate dagli artt. 41, 42 e 43 del Codice del Turismo: laddove i viaggiatori esercitino il diritto di recesso, l’organizzatore del pacchetto turistico può offrire agli acquirenti un pacchetto di viaggio sostitutivo e fruibile di qualità equivalente o superiore a quello originariamente previsto ovvero procedere al rimborso di quanto ricevuto – in questo caso entro il termine di quattordici giorni dal recesso.

Il rimborso può essere effettuato anche con emissione di un voucher di importo pari a quanto dovuto, da utilizzare entro un anno.

Occorre, quindi, domandarsi a chi spetti la scelta fra le diverse opzioni a disposizioni.

La scelta tra il voucher ed il rimborso

La scelta non può che essere, ovviamente, rimessa al cliente, sia perché in tal senso sembra esprimersi lo stesso decreto legge, sia in virtù dell’indirizzo giurisprudenziale consolidato sul punto, formatosi tempo prima dell’emergenza Coronavirus.

Secondo la Suprema Corte di Cassazione, infatti, allorché un turista “si veda costretto ad annullare un viaggio a causa di una grave ed improvvisa patologia, egli avrà diritto alla restituzione di tutte le somme pagate per l’acquisto del viaggio, senza l’applicazione di penali.” (sentenza numero 18047 del 10 luglio 2018, emessa dalla Sezione Terza della Cassazione Civile).

Ciò, in forza del già citato articolo 1463 del codice civile, che assumerebbe una funzione di “protezione” verso la parte impossibilitata a fruire della prestazione pattuita (per impossibilità sopravvenuta). La Cassazione chiarisce, peraltro, che “l’impossibilità sopravvenuta della prestazione si ha non solo nel caso in cui sia divenuta impossibile l’esecuzione della prestazione del debitore, ma anche nel caso in cui sia divenuta impossibile l’utilizzazione della prestazione della controparte, quando tale impossibilità sia comunque non imputabile al creditore e il suo interesse a riceverla sia venuto meno, verificandosi in tal caso la sopravvenuta irrealizzabilità della finalità essenziale in cui consiste la causa concreta del contratto e la conseguente estinzione dell’obbligazione”. (cfr. Cass. 26958/2007).

Disposizioni del Codice del Turismo

Stessi principi valgono, ex art 41 Codice del Turismo, ove il viaggiatore si veda costretto ad annullare il proprio viaggio e, quindi, a rinunciare alla fruizione del pacchetto turistico, per circostanze inevitabili e straordinarie, che si verificano nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze, incidendo in maniera importante sull’esecuzione del pacchetto o sul trasporto dei passeggeri verso la destinazione.

Di tale avviso, anche la giurisprudenza di merito, per cui il viaggiatore ha diritto di scegliere il rimborso tutte le volte in cui il viaggio sia stato annullato per motivi a lui non imputabili (cfr. Tribunale di Torino del 2 ottobre 2014).

Alla luce di tali considerazioni, sembra potersi concludere che sussiste il diritto del viaggiatore di ottenere il rimborso dei viaggi annullati per effetto dell’emergenza Coronavirus, e che spetta a costui scegliere tra il rimborso e lo spostamento del viaggio.

Spetta, chiaramente, al viaggiatore una libera scelta in tal senso, ma occorre comunque considerare che, per le agenzie di viaggio, nel periodo di marzo-aprile 2020 non sarà agevole ottenere il rimborso dai prestatori di servizio, soprattutto in un momento storico in cui tutto sembra, inevitabilmente sospeso. 

Potrebbe, dunque, risultare conveniente farsi assistere da un Avvocato in collaborazione con TrovaLegge per accedere a tariffe calmierate ed oneste, per proporre una formale diffida e fissare un termine entro cui procedere al rimborso.

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