Obblighi del terzo Pignorato
1. Che cos’è il terzo pignorato e perché è così importante
Nel pignoramento presso terzi il creditore non aggredisce direttamente i beni del debitore, ma i crediti o le cose che spettano al debitore e si trovano presso un terzo (banca, datore di lavoro, Poste, ecc.).1 Questo terzo, una volta ricevuta la notifica dell’atto di pignoramento ex art. 543 c.p.c., diventa il fulcro dell’esecuzione: su di lui gravano precisi obblighi di custodia e di collaborazione stabiliti dal codice di procedura civile.23
2. Gli obblighi di custodia del terzo pignorato
Dal giorno della notifica dell’atto di pignoramento, il terzo è soggetto agli obblighi che la legge impone al custode relativamente alle somme e alle cose dovute al debitore, nei limiti dell’importo precettato aumentato secondo le soglie di legge.2 In pratica, il terzo deve conservare e non disporre dei crediti o beni pignorati senza ordine del giudice, in attuazione dell’intimazione contenuta nello stesso atto di pignoramento.1 4 La violazione di questi obblighi comporta l’inefficacia degli atti dispositivi verso il creditore e può esporre il terzo a responsabilità anche grave, essendo egli considerato ausiliario del giudice dell’esecuzione.3 4
3. La dichiarazione del terzo: cosa deve contenere e come va resa
Il cuore degli obblighi del terzo è la dichiarazione ex art. 547 c.p.c.: il terzo deve specificare di quali somme o cose è debitore o si trova in possesso e quando deve pagarle o consegnarle, indicando anche eventuali sequestri o cessioni opponibili.5 Oggi la regola è che la dichiarazione venga resa per iscritto, tramite raccomandata A/R o posta elettronica certificata (PEC), indirizzata al creditore procedente, entro il termine fissato nell’atto di pignoramento (normalmente 10 giorni dalla notifica).1 6 Solo se questa comunicazione non arriva, il terzo è chiamato a comparire in udienza per rendere la dichiarazione oralmente.1 7 La giurisprudenza richiede una dichiarazione completa e dettagliata quanto a titolo e “quantum” del credito, proprio perché serve a individuare esattamente l’oggetto del pignoramento.3 6
4. Mancata, tardiva o falsa dichiarazione: cosa rischia il terzo
Se il terzo non rende la dichiarazione nei termini e il creditore segnala di non averla ricevuta, il giudice fissa una nuova udienza con ordinanza notificata al terzo almeno 10 giorni prima; se il terzo ancora non compare o rifiuta di dichiarare, il credito pignorato o il possesso del bene si considera non contestato nei termini indicati dal creditore, e il giudice può emettere ordinanza di assegnazione in favore del creditore.7 8 Quando la dichiarazione è resa ma è contestata o mancante, si apre il giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo ex artt. 548–549 c.p.c., con ordinanza che produce effetti solo ai fini dell’esecuzione in corso.7 9 Ancora più grave è la dichiarazione falsa o reticente: la Cassazione qualifica la responsabilità del terzo come illecito aquiliano ex art. 2043 c.c., con obbligo di risarcire il danno al creditore che sia stato pregiudicato dalla falsa dichiarazione.10 11 Il terzo, dopo una dichiarazione positiva, può correggerla solo entro l’emissione dell’ordinanza di assegnazione; dopo, deve ricorrere alle forme dell’opposizione ex art. 617 c.p.c.3 10
5. Le ordinanze del giudice e il mancato rispetto da parte del terzo
Il giudice dell’esecuzione è il soggetto che impartisce al terzo gli ordini di non disporre e, poi, di pagare o consegnare le somme assegnate al creditore, tramite provvedimenti chiari e vincolanti (ordinanze di assegnazione, riduzione del pignoramento, ecc.).1 4 Queste ordinanze sono rivolte proprio al terzo, che è il primo destinatario e ha il dovere di conformare il proprio comportamento a quanto disposto.4 Il mancato rispetto degli ordini del giudice e degli obblighi di custodia può integrare, sul piano civile, una responsabilità risarcitoria verso il creditore e, sul piano penale, condotte riconducibili alla violazione di provvedimenti dell’autorità (la giurisprudenza richiama, in casi specifici, l’art. 388 c.p. a presidio degli obblighi nascenti dal pignoramento).2 11 12 Non si tratta, quindi, di adempimenti “formali”: ignorare le ordinanze sulla dichiarazione o sull’assegnazione espone il terzo a conseguenze che possono arrivare sino a una condanna al pagamento e a ulteriori azioni di responsabilità.7 10 12
6. Quando il terzo non rispetta le ordinanze sulla dichiarazione
Nonostante la chiarezza delle norme, nella pratica capita spesso che il terzo pignorato non rispetti le ordinanze dei giudici che impongono la dichiarazione o non adempia agli ordini di assegnazione, per disattenzione, sottovalutazione del ruolo o convinzione (errata) di non essere parte del processo. La disciplina attuale, però, considera il terzo un vero e proprio collaboratore del giudice, tenuto a una dichiarazione veritiera e tempestiva e a una rigorosa osservanza degli ordini ricevuti.3 11 Ogni omissione o inadempimento può quindi ricadere su di lui, in termini di responsabilità patrimoniale e, nei casi più gravi, anche sotto il profilo penale.2 7 12
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Bibliografia
- Art. 543 Forma del pignoramento
- Art. 546 Obblighi del terzo
- Art. 547 c.p.c. - Dichiarazione del terzo
- Cassazione civile
- Art. 547 Dichiarazione del terzo
- Art. 548 c.p.c. - Mancata dichiarazione del terzo
- Art. 548 Mancata dichiarazione del terzo
- Art. 549 Contestata dichiarazione del terzo
- Cass. civ., Sez. III, Ord., (data ud. 09/09/2024) 21/10/2024, n. 27266
- Cass. civ., Sez. III, Ord., (data ud. 03/06/2024) 13/06/2024, n. 16576
- Cass. civ., Sez. III, Ord., (data ud. 12/02/2026) 31/03/2026, n. 7964