Con sentenza del 10 dicembre 2010 la Corte di Assise di Bari ha assolto gli imputati perché il fatto non sussiste ai sensi dell’art. 530 cpp, dal reato di cui agli artt. 110, 288 c.p.
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Pronunciandosi sulla possibilità di dichiarare l’estinzione del reato per intervenuta prescrizione in ordine ad un ricorso avverso capi distinti di una sentenza oggettivamente cumulativa, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 6903 del 14 febbraio 2017 hanno annullato senza rinvio la sentenza della Corte di appello di Genova, che confermava la condanna di primo grado nei confronti dell’imputato ritenuto colpevole di due distinti reati di falsa testimonianza,
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In una recente sentenza, la n. 1716 del 29 gennaio 2016, la Corte di Cassazione ha stabilito che il notaio è tenuto a rifiutarsi di procedere al rogito di un atto il cui scopo sia quello di eludere le norme pubblicistiche alla cui violazione corrisponde una sanzione penale, come le norme di natura fiscale, poiché l’art. 27 della legge notarile contiene il solo obbligo a rogare l’atto richiesto dopo aver adeguatamente informato la parte sul contenuto e sugli effetti.
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La Corte di Cassazione Penale, con la recente sentenza n. 4889 dell’1 febbraio 2017 si è espressa sulla differenza tra concorso anomalo e concorso ordinario dei compartecipi del reato e ha statuito che, nel caso in cui un concorrente abbia commesso un reato più grave di quello concordato, il compartecipe risponde anch’egli del medesimo reato in concorso ordinario ex art. 110 cp se ha previsto e accettato il rischio dell’evento più grave.
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La Cassazione ha previsto un allungamento dei tempi utili - senza incorrere nella prescrizione - per arrivare alla condanna, nel caso in cui l’amministratore di condominio commetta il reato di appropriazione indebita distraendo le somme destinate a coprire le spese condominiali per utilizzarle in scopi diversi.
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