Il presente parere (sul progetto dell’impianto “Parco delle Risorse Circolari”) rappresenta l’ultimo atto formale del Sindaco di Albano Laziale prima della sua sfiducia da parte del Consiglio comunale, avvenuta pochi giorni dopo la sua sottoscrizione.

L’atto, firmato in data 14 ottobre 2025, è stato redatto in un contesto politico e amministrativo particolarmente delicato, con l’intento di tutelare in via prioritaria la salute pubblica, la sicurezza ambientale e la legittimità delle procedure relative al progetto dell’impianto denominato Parco delle Risorse Circolari (località Santa Palomba).
Il documento rimane quindi non solo un parere tecnico-amministrativo, ma anche una presa di posizione istituzionale del Comune a difesa del territorio e dei cittadini di Albano Laziale.

1. Carenze documentali

Il progetto è ritenuto incompleto: mancano integrazioni richieste su temi fondamentali come localizzazione alternativa, traffico, impatti sanitari, uso dell’acqua e conformità alle migliori tecniche disponibili (BAT). Senza questi elementi, la valutazione ambientale non può considerarsi attendibile.

2. Alternative e coerenza urbanistica

Non è stato fornito un vero confronto tra siti alternativi. Il Comune evidenzia che il proponente non ha motivato la scelta del sito attuale né dimostrato la compatibilità urbanistica e ambientale con il contesto.

3. Impatto sul traffico

Lo studio sul traffico è giudicato insufficiente. Mancano analisi sui flussi di mezzi, sugli scenari futuri e sulle conseguenze per la viabilità locale già congestionata.

4. Tutela ambientale e sanitaria

Assente una Valutazione di Impatto Sanitario conforme alle linee guida nazionali. La vicinanza alla discarica di Roncigliano, già fonte di contaminazione, rende il sito particolarmente vulnerabile sotto il profilo sanitario e ambientale.

5. Risorse idriche

I dati sui consumi d’acqua sono lacunosi. Il Comune chiede una valutazione indipendente e un bilancio idrico completo, evidenziando anche un possibile conflitto d’interessi tra il proponente (Acea) e il gestore del servizio idrico.

6. Impatti cumulativi e VIncA

Non è stata valutata la somma degli impatti con altri impianti presenti nel raggio di 20 km. Manca anche la Valutazione di Incidenza Ambientale appropriata.

7. Conformità alle BAT e monitoraggio

Mancano allegati tecnici sulle migliori tecniche disponibili e un piano di monitoraggio a lungo termine delle emissioni, in particolare per microinquinanti e condizioni operative anomale.

8. Teleriscaldamento e garanzie finanziarie

Il Comune ritiene il progetto di teleriscaldamento non sostenibile economicamente e poco adatto al contesto. Mancano le garanzie fideiussorie e la documentazione ambientale di base (baseline).

9. Ampliamento della Commissione di Valutazione

Si propone di includere nel gruppo di valutazione enti scientifici e sanitari (IZSLT, CREA, ISS) e i Comuni del territorio circostante, data la complessità degli impatti.

10. Conflitti d’interesse e criticità procedurali

Si contesta il ruolo del Commissario straordinario, che cumula funzioni di controllo e di parte interessata. Alcuni atti amministrativi (contratti e concessioni) sono stati stipulati prima della conclusione della VIA, compromettendo la trasparenza e la partecipazione pubblica.

11. Deviazione del Fosso della Cancelliera

Il progetto prevede la deviazione di un corso d’acqua naturale senza adeguate valutazioni idrauliche e geologiche. Il Comune teme un aumento del rischio idrogeologico e impatti sulla rete idrica superficiale e sotterranea.

12. Recettori sensibili

Nella zona sono presenti abitazioni, scuole e luoghi di culto a distanze inferiori ai limiti raccomandati. Il Comune segnala che il progetto non ha valutato in modo adeguato la loro esposizione a rumore ed emissioni.

13. Dimensionamento e principio di prossimità

L’impianto è considerato sovradimensionato rispetto al fabbisogno regionale. Potrebbe ricevere rifiuti provenienti da altre province, in contrasto con il principio di prossimità. L’efficienza energetica (circa 32%) è bassa e comporterebbe una dispersione significativa di calore nell’ambiente.

14. Impatti ambientali e sanitari complessivi

Il Comune sottolinea che l’impianto produrrebbe ogni anno circa 150.000 tonnellate di ceneri pesanti e oltre 10.000 tonnellate di ceneri leggere, rifiuti pericolosi da gestire con estrema cautela.
L’alimentazione dell’impianto con rifiuti non sempre pretrattati adeguatamente potrebbe generare reazioni chimiche impreviste durante la combustione, con formazione di sostanze tossiche come diossine, furani e metalli pesanti.
L’area circostante, già esposta a inquinamento cronico dovuto alla discarica di Roncigliano e ad attività industriali, presenta fragilità sanitaria preesistente, con rischio cumulativo per la popolazione.
Inoltre, le acque sotterranee mostrano già superamenti dei limiti per contaminanti (idrocarburi, metalli, ammoniaca), e l’introduzione di un nuovo impianto ad alto impatto aumenterebbe la probabilità di migrazione di inquinanti e bioaccumulo nella catena alimentare.
Il Comune conclude che l’impianto, per tipo e localizzazione, non garantisce la tutela della salute pubblica e non rispetta il principio di precauzione previsto dalla normativa ambientale europea.

15. Richieste conclusive

Il Comune di Albano Laziale esprime parere negativo al rilascio delle autorizzazioni fino a quando non siano colmate tutte le lacune istruttorie e garantita un’istruttoria indipendente.
Chiede inoltre di sospendere ogni decisione fino al completamento della procedura per la dichiarazione dell’area di Roncigliano come “zona ad elevato rischio ambientale”.
In caso di approvazione del progetto senza tali garanzie, il Comune annuncia il ricorso alle vie giudiziarie e agli organi di controllo nazionali e comunitari.

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